Pace fiscale con il Comune: azzeramento di sanzioni e interessi per i debiti dal 2006 al 2025

Il comune ha presentato le modalità operative della cosiddetta pace fiscale, la misura approvata a larga maggioranza dal consiglio comunale che permette ai contribuenti di sanare i debiti pregressi senza pagare sanzioni e interessi. La definizione agevolata copre i debiti tributari e patrimoniali maturati dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2025 e comprende Imu, Tari, canone unico patrimoniale, canoni comunali, sanzioni amministrative, verbali del codice della strada, ingiunzioni di pagamento e contenziosi tributari pendenti.

Per tributi e canoni sarà dovuta solo la quota capitale, oltre alle spese di notifica e procedura. Per le violazioni al codice della strada resterà dovuta la sola sanzione principale, senza interessi, mora e maggiorazioni.

Il pagamento potrà essere rateizzato fino a 24 mesi per debiti non superiori a 5.000 euro e fino a 48 mesi per importi superiori.

Le domande dovranno essere presentate entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma dedicata, accessibile con Spid o carta d’identità elettronica, oppure tramite l’app e il portale del comune, anche attraverso professionisti delegati.

Lo studio è disponibile a valutare eventuali domande.

Telefonare allo 095 444575 per fissare un appuntamento.

Decreto 1° maggio, gli incentivi all’occupazione in sintesi

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale 99 del 30 aprile 2026, è entrato in vigore, con effetto 1° maggio 2026, il D.L. 30 aprile 2026, n. 62 (c.d. Decreto Primo Maggio). La misura prevede principalmente agevolazioni, a favore dei datori di lavoro privati, per le assunzioni di donne, giovani e over 35 in territori ZES. Introduce anche agevolazioni per le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato. L’obiettivo è quello di incoraggiare il più possibile le assunzioni di soggetti svantaggiati. Sul fronte delle agevolazioni “Donne – Giovani – ZES”,

Di seguito una sintesi delle misure.

Lo studio è disponibile a valutare eventuali domande.

Telefonare allo 095 444575 per fissare un appuntamento.

Assunzioni agevolate con obbligo pubblicazione SIISL dal 1 aprile

Si avvicina l’entrata in vigore, fissata al 1 aprile  prossimo,  dell’obbligo, per i datori di lavoro privati, di pubblicare sul Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) le posizioni lavorative vacanti per le quali intendono richiedere incentivi o agevolazioni contributive a carico dello Stato.

L’articolo 14 del DL 159 stabilisce che, a partire dal 1° aprile 2026, tutti i datori di lavoro privati che intendono usufruire di agevolazioni contributive o incentivi alle assunzioni dovranno rendere pubbliche le offerte di lavoro sul portale SIISL, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa gestito dal Ministero del Lavoro e realizzato dall’INPS

L’obbligo riguarda quindi tutti i rapporti di lavoro per i quali si richiede un sostegno economico pubblico: prima di procedere all’assunzione, l’azienda dovrà pubblicare la posizione vacante sul portale, specificando le caratteristiche del ruolo e i requisiti richiesti.

Solo dopo che la comunicazione sarà stata inserita, verificata e validata dal sistema, il datore potrà procedere con la stipula del contratto e con l’eventuale richiesta di incentivo.

Il sistema SIISL, attraverso la raccolta e la condivisione delle informazioni sui rapporti di lavoro, diventa così anche uno strumento di vigilanza preventiva, capace di favorire l’emersione del lavoro regolare e ridurre i rischi di irregolarità.

Lo studio è disponibile a valutare eventuali domande.

Telefonare allo 095 444575 per fissare un appuntamento.

Milleproroghe 2026: con gli emendamenti arriva la proroga dei bonus occupazione (donne svantaggiate – Under 35 – Over 35)

Via libera alla proroga degli incentivi del Via libera alla proroga degli incentivi del (D.L. n. 60/2024) a sostegno dell’occupazione.

L’emendamento nello specifico prevede :

  • Per le assunzioni di under 35 mai occupati a tempo indeterminato (incluse le trasformazioni), l’esonero contributivo previsto dal decreto Coesione – pari al 100% per 24 mesi nel limite di 500 euro mensili (650 euro nelle regioni della Zes Unica Mezzogiorno) – viene esteso alle assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026, ma con aliquota ridotta al 70%, che torna al 100% in caso di incremento occupazionale netto. 

  • Analoga proroga al 30 aprile 2026 è prevista per le assunzioni nella Zes Unica Mezzogiorno (over 35), con esonero al 70% elevabile al 100% in presenza di nuova occupazione netta; dopo il 31 dicembre 2025.

  •  Per le donne svantaggiate, invece, l’esonero totale fino a 650 euro mensili per 24 mesi viene prorogato fino al 31 dicembre. Prorogata infine al 2026 anche la mobilità in deroga per le aree di crisi industriale complessa, finanziata con le risorse già stanziate in legge di bilancio.

Proroghe incentivi assunzioni al 2026 tabella di riepilogo

MisuraScadenza prorogaAliquota esoneroNote operative
Assunzioni giovani (under 35)30 aprile 202670% (fino a 24 mesi) – 100% se incremento occupazionale nettoLimite 500 €/mese (regola generale). Valide anche le trasformazioni.
Assunzioni giovani in Zes Unica Mezzogiorno30 aprile 202670% (fino a 24 mesi) – 100% se incremento occupazionale nettoMassimale 650 €/mese. Dopo il 31/12/2025
Assunzioni in Zes Unica Mezzogiorno (generale)30 aprile 202670% (fino a 24 mesi) – 100% se incremento occupazionale nettoEsonero fino a 650 €/mese per 24 mesi.
Assunzioni donne svantaggiate31 dicembre 2026100% (fino a 24 mesi)Fino a 650 €/mese. Requisiti: 24 mesi senza impiego regolarmente retribuito (ovunque) oppure 6 mesi in Zes / settori con forte disparità di genere.

D

Continua a leggere

Partita la Rottamazione-quinquies! come saldare le cartelle in misura agevolata. Al via le domande da inviare entro il 30 aprile

Cosa si può rottamare?

Si possono rottamare imposte dichiarate ma non versate, omesso versamento dei contributi Inps diversi da quelli richiesti a seguito di accertamento, sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada affidate dalle Prefetture. Ammessi anche i debiti già oggetto delle precedenti tre rottamazioni o del “saldo e stralcio” per i quali i contribuenti sono incorsi nella decadenza, nonché quelli già oggetto della Rottamazione-quater (e relativa riammissione) per i quali, alla data del 30 settembre 2025, si sono persi i benefici.

ANCHE LE ATTUALI DILAZIONI IN CORSO, SENZA CHE SIANO STATE OGGETTO DI DECADIMENTO POTREBBERO RIENTRARE IN TALE “SANATORIA

Lo scudo contro pignoramenti e fermi amministrativi

L’adesione alla rottamazione quinquies deve essere perfezionata entro il 30 aprile 2026, seguendo le procedure telematiche dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. I vantaggi immediati per chi decide di regolarizzare la propria posizione sono numerosi e tangibili, permettendo di abbattere drasticamente l’importo dovuto eliminando sanzioni, interessi di mora, somme maturate a titolo di aggio e interessi affidati all’agente della riscossione.

Tuttavia, l’aspetto più rilevante per la stabilità finanziaria di famiglie e imprese riguarda le tutele operative che scattano immediatamente dopo la presentazione della dichiarazione. Relativamente ai carichi oggetto della domanda:

Questi effetti garantiscono una vera e propria “bolla di protezione” che consente al debitore di operare professionalmente e gestire i propri beni senza il timore di azioni improvvise da parte della riscossione.

  • vengono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;
  • fino al pagamento della prima o unica rata, sono sospesi gli obblighi derivanti da precedenti dilazioni;
  • l’agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche (restano validi quelli già iscritti);
  • è precluso l’avvio di nuove procedure esecutive (pignoramenti);
  • le procedure esecutive già avviate sono sospese, a meno che non si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo;
  • il contribuente non è più considerato inadempiente;
  • viene ripristinata la possibilità di ottenere il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva).

Questi effetti garantiscono una vera e propria “bolla di protezione” che consente al debitore di operare professionalmente e gestire i propri beni senza il timore di azioni improvvise da parte della riscossione.

I ripescaggi: chi può rientrare nella definizione agevolata

La struttura della rottamazione quinquies è particolarmente inclusiva, prevedendo ampie finestre di recupero per chi non è riuscito a onorare le precedenti sanatorie, la misura permette di estinguere debiti che sembravano ormai esclusi da ogni beneficio

Continua a leggere

Riqualificazione energetica imprese Sicilia 2025: contributi a fondo perduto fino al 60%

La Regione Siciliana mette a disposizione circa 89 milioni € per micro, piccole e medie imprese che investono in progetti di efficentamento energetico, riduzione consumi ed emissioni. 
Sono finanziabili interventi su edifici aziendali, impianti produttivi e installazione di fonti rinnovabili per autoconsumo; l’obiettivo è una riduzione minima del 30 % dei consumi energetici ed emissioni. 
Domande da presentare dal 16 dicembre 2025 (h 12:00) fino al 21 gennaio 2026 (h 12:00) tramite piattaforma regionale; contributo a fondo perduto fino al 60% (o 50% medie imprese).

Chi può partecipare

  • Micro, piccole e medie imprese (MPMI) del settore privato con unità produttiva operativa e localizzata in Sicilia.  
  • Possono partecipare in forma singola o associata (anche aggregazioni fino a 3 imprese) purché rispettino le condizioni del bando.  
  • Non sono ammesse imprese in difficoltà, o appartenenti ai settori esclusi dal regime d’aiuto indicato.


Area geografica
Territorio della Regione Siciliana.

Agevolazione

Quali agevolazioni sono ottenibili ?

  • Dotazione finanziaria: circa € 89.119.066 per l’avviso della Priorità 2 “Una Sicilia più verde”.  
  • Contributo in conto impianti a fondo perduto:
    • Fino al 60% delle spese ammissibili in regime de minimis. 
    • In esenzione (aiuto a finalità regionale): fino al 60% per micro/piccole imprese, fino al 50% per medie imprese.  
  • Spesa ammissibile per progetto: minima € 50.000, massima € 500.000.
Esempi di Contributo Concedibile

Spesa minima € 50.000 → contributo fino a ~€ 30.000 (piccola impresa al 60%).

Impresa Piccola con spesa ammissibile € 200.000 → contributo fino al 60% → € 120.000.

Impresa Media con spesa ammissibile € 400.000 → contributo fino al 50% → € 200.000.

Interventi ammessi

Quali sono le spese ammissibili?

  • Efficientamento energetico dei processi produttivi (es. sostituzione motori/pompe, coibentazioni, recupero calore).  
  • Interventi sugli edifici aziendali (isolamenti, impianti termici, pompe di calore, controllo consumi).  
  • Installazione di impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo (fotovoltaico, biomassa, geotermia) destinati alle unità locali.

Note importanti
– È previsto un anticipo fino al 40% del contributo, garantito da fideiussione, mentre il saldo sarà erogato al completamento e alla rendicontazione delle spese.
– Ogni progetto dovrà essere corredato da una diagnosi energetica.
– Saranno finanziati solo interventi realizzati con tecnologie nuove e in grado di garantire un miglioramento effettivo dell’efficienza energetica.

Maggiore Dettaglio su Spese Ammissibili
  • Acquisto di attrezzature, impianti, componenti, sistemi, software, macchinari nuovi di fabbrica + messa in opera.  
  • Software e sistemi di gestione/monitoraggio consumi energetici.  
  • Spese edili (impianti generali) fino al 20% del costo totale ammissibile. Spese tecniche (diagnosi energetiche, progettazione, collaudo) fino al 10%.  
  • Condizione: intervento deve garantire almeno 30% di riduzione dei consumi e delle emissioni rispetto alla situazione ex ante.
Spese non Ammissibili
  • Spese sostenute prima dell’apertura del bando. 
  • Attività agricole primarie, pesca, acquacoltura, settori esclusi dal regime di aiuto. 
  • Imprese in difficoltà secondo art. 2, punto 18 del Reg. (UE) n. 651/2014.
Continua a leggere

NUOVO BONUS MAMME 2025 (anche per lavoratrici autonome)

l’INPS ha fornito le istruzioni operative sul nuovo bonus mamme 2025, introdotto dal art. 6 del D.L. n. 95/2025. La misura prevede un’integrazione al reddito pari a 40 euro mensili per ciascun mese di attività lavorativa svolta nel 2025, destinata alle lavoratrici madri con almeno due figli e reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Il bonus spetta sia alle lavoratrici dipendenti (pubbliche e private, escluse le domestiche) che alle lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie o casse professionali. Le domande devono essere presentate entro il 7 dicembre 2025.

Destinatari e requisiti di accesso

Possono richiedere il bonus:

– le lavoratrici dipendentipubbliche o private, escluse le lavoratrici domestiche,

– le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie (comprese le casse professionali e la Gestione separata),

a condizione che, alla data del 1° gennaio 2025, o entro il 31 dicembre 2025, abbiano almeno due figli (naturali, adottivi o in affidamento preadottivo) e:

– per le madri con due figli, il più piccolo deve avere meno di 10 anni;

– per le madri con tre o più figli, il più piccolo deve avere meno di 18 anni.

N.B. Il diritto decorre dal mese in cui si perfezionano i requisiti familiari e si estingue al compimento del limite d’età previsto per il figlio minore.

Sono esclusi i periodi di sospensione del rapporto di lavoro, mentre per le lavoratrici autonome il bonus spetta per i mesi di iscrizione alla gestione previdenziale di riferimento. Le lavoratrici titolari di cariche sociali o non iscritte all’assicurazione generale obbligatoria non possono accedere al beneficio.

Presentazione delle domande

Il nuovo bonus mamme è erogato a seguito della domanda. Le lavoratrici interessate devono presentare richiesta all’INPS entro 40 giorni dalla pubblicazione della circolare n. 139/2025, e comunque non oltre il 31 gennaio 2026 attraverso uno dei seguenti tre canali:

– Portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;

– Contact Center Multicanale, ai numeri 803.164 (da rete fissa) o 06 164.164 (da mobile);

– Patronati, che offrono assistenza nella compilazione.

Nella domanda, la richiedente deve dichiarare:

– il numero e l’età dei figli, specificando i dati anagrafici e il codice fiscale (o, se mancante, la documentazione anagrafica equivalente);

– la tipologia di attività lavorativa (dipendente o autonoma);

– l’assenza di rapporti a tempo indeterminato nei mesi di richiesta (per le madri con tre o più figli);

– un reddito da Lavoro, nel periodo d’imposta 2025, non superiore a 40.000 euro annui;

– la modalità di pagamento prescelta (IBAN o bonifico domiciliato).

I

Continua a leggere

NUOVA ROTTAMAZIONE “QUINQUIES” CARTELLE 2026

In base a quanto previsto dalla legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei Ministri del 17 ottobre, sarà possibile fruire della cancellazione delle sanzioni, degli interessi e dell’aggio, ma saranno esclusi gli evasori che non hanno dichiarato le imposte da versare

Si allargano i “confini” della rottamazione quinquies, comprendendo anche le multe relative alla circolazione stradale, ma la strada continua a essere sbarrata per gli evasori che non hanno denunciato le imposte. In buona sostanza la rottamazione resterà confinata a coloro che hanno dichiarato le imposte, ma non le hanno versate. La medesima sorte è prevista per gli omessi versamenti dei contributi, ma nessuno sconto è previsto per coloro che non hanno denunciato il dovuto all’INPS.

RATEAZIONE LUNGA FINO A 9 ANNI

La scelta finale è stata quella di fruire di una rateizzazione lunga. Si potrà dunque arrivare, anche in questi casi, a beneficiare di una rateizzazione fino a nove anni.

I VANTAGGI DELLA NUOVA ROTTAMAZIONE

Sarà possibile fruire della cancellazione delle sanzioni, degli interessi e dell’aggio, ma come detto saranno esclusi gli evasori che non hanno dichiarato le imposte da versare. In buona sostanza potranno essere rottamate le cartelle ricevute dopo l’emissione degli avvisi bonari o dopo i controlli formali dell’Agenzia delle Entrate.

Sotto il profilo temporale il provvedimento fa riferimento agli atti di affidamento della riscossione al concessionario avvenuti entro il 31 dicembre 2023.

La limitazione dell’accesso alla rottamazione a coloro che hanno dichiarato le imposte senza versarle presenta l’indubbio vantaggio di individuare, perlomeno teoricamente, coloro che non hanno versato le imposte (dichiarate) a causa delle difficoltà economiche incontrate.

ROTTAMAZIONE ESCLUSA PER LE CARTELLE GIA’ ROTTAMATE MA NON IN DILAZIONE ALL’ESATTORIA

Questo è il passaggio che merita maggiore attenzione:

In questi casi, le cartelle “già rottamate”, comprendenti i carichi fino al 30 giugno 2022, non potranno essere incluse nella rottamazione quinquies e quindi il piano di rateizzazione non potrà essere allungato. Se si intende evitare di incorrere nella decadenza (della rottamazione quater) sarà necessario continuare ad effettuare regolarmente i pagamenti.

Invece, i medesimi soggetti potranno includere nella nuova rottamazione gli affidamenti al concessionario della riscossione nel periodo compreso tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2023.

Invece, dal beneficio della rottamazione quinquies sono esclusi i contribuenti che hanno omesso la dichiarazione dei redditi.

La presentazione dell’istanza (entro il 30 aprile 2026) consentirà ai contribuenti di mettersi al riparo dai possibili fermi amministrativi e dai pignoramenti, sullo stipendio, la pensione e i conti correnti.

POTRANNO QUINDI ESSERE RICOMPRESE LE CARTELLE ATTUALMENTE IN DILAZIONE, SAREBBE QUINDI OPPORTUNO PIANIFICARE PRIMA DELL’USCITA DEL PROCEDIMENTO UFFICIALE COME AGIRE PER CHI AD OGGI PAGA DEI PIANI DI DILAZIONE ORDINARI, OVVERO CON SANZIONI ED INTERESSI.

Continua a leggere

RESTO AL SUD 2.0

Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero-professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nel cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

COSA FINANZIA

Sono finanziabili: 

  • attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; 
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone; 
  • turismo; 
  • commercio; 
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria). 

Sono escluse le attività agricole. 

SPESE AMMISSIBILI

Possono essere finanziate le seguenti spese: 

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa); 
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi; 
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e le telecomunicazioni; 
  • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) fino a un massimo del 20% del programma di spesa. 

Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali, le spese per le consulenze e per il personale dipendente.

AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese ammissibili e sono così composte: 

  • 50% di contributo a fondo perduto;
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia. Elenco delle banche finanziatrici 

Per ogni richiedente il finanziamento massimo è di 50.000 euro, che può arrivare a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci. 

Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è di 60.000 euro

Completato il programma di spesa e dopo l’esito positivo delle verifiche presso la sede delle imprese, si procederà al saldo delle agevolazioni.  

Contestualmente, a copertura del fabbisogno di circolante, verrà erogato un ulteriore contributo a fondo perduto: 

  • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
  • 10.000 euro per ogni socio, fino a un massimo di 40.000 euro per le attività svolte in forma di Società. 

Continua a leggere

Bonus giovani (under 35) e donne: domande operative!

In data 12/05/2025 l’INPS fornisce le istruzioni utili alla fruizione dello sgravio giovani introdotto dal decreto Coesione, per chi assume o stabilizza giovani di età inferiore a 35 anni che non hanno mai lavorato prima con contratto a tempo indeterminato e donne con almeno 6 o 24 mesi di anzianità di disoccupazione. Dal 16 maggio 2025, i datori di lavoro potranno presentare domanda di autorizzazione alla fruizione all’INPS

Continua a leggere